Nexus 6 is coming: ecco come potrebbe essere!

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Nexus 6
Sono passati quasi undici mesi dalla messa in commercio del Nexus 5: era il 31 ottobre 2013 e Google si apprestava a festeggiare la notte dei fantasmi con in lancio in sordina del nuovo Googlephone con Android puro direttamente nei suoi Play Store. E come ormai ci ha abituati Big G, dopo un anno tutti i riflettori sono puntati sul nuovo, ipotetico, Nexus 6.

Innanzitutto, una breve premessa sui dispositivi Nexus è doverosa: si tratta di device che portano la firma di Google ma che in realtà sono realizzati in collaborazione con grandi nomi del panorama elettronico internazionale.

Questo vuol dire che la parte software dei Nexus è completamente curata dagli ingegneri di Google, mentre la parte hardware è concepita, studiata e assemblata da un altro importante produttore del settore.

La grandiosità di questo tipo di terminale è dovuta gran parte alla purezza software di cui è dotato, ossia un sistema operativo pulito e senza personalizzazioni da parte dei rispettivi produttori, senza dunque applicazioni superflue né interfacce grafiche elaborate e quindi pesanti: un Nexus presenta un reparto software pulito e performante.

Dall’altro lato, invece, la parte tecnica è affidata alla maestria di uno dei grandi nomi del settore, e così, nel 2010 il primo smartphone della serie Nexus è stato realizzato dalla taiwanese HTC, per poi passare il testimone dei due modelli consecutivi ai coreani di Samsung, e finire poi con gli ultimi due tipi lanciati sul mercato a firma di LG.

Sebbene fino a pochi mesi fa si sia vociferata la continuità nella scelta del partner mantenendo LG alla produzione hardware, è molto più probabile che in realtà il Nexus 6 sia plasmato dalle mani di Motorola.

Sì, Motorola, quella che era stata comprata dallo stesso gigante dei motori di ricerca e rivenduta a inizio anno a Lenovo.

 

La questione del nome di Nexus 6

Partiamo da un problema non da poco che ha rappresentato la prima vera gatta da pelare per Google: il nome del nuovo top di gamma made in Mountain View.

Se è vero che il nome per indicare i nuovi device puri di Big G ha sempre rispettato una numerologia crescente, è altrettanto vero che questa volta ha dovuto fare i conti con un “Nexus 6” già utilizzato, ovvero quello in riferimento ai robot del romanzo Il cacciatore di androidi di Philip K. Dick.

Ora, per quanto gli utenti possano essersi affezionati a questa sequenza di numeri in crescendo, bisogna pur pensare che l’anno prossimo a Mountain View avrebbero dovuto comunque dare un colpo di creatività ai nomi, per evitare Nexus 7, Philip K. Dick o non Philip K. Dick. Sto dicendo che nella crescita della punta di diamante di Google, il Nexus 6 sarebbe diventato presto il Nexus 7, andando in contrasto con il famoso tablet da 7 pollici della stessa azienda e generando non poca confusione. E anche un temporaneo cambiamento relativo solo alla generazione di Nexus 6 e 7 sarebbe andata incontro, prima o poi, alla decima generation!

Ragion per cui, il prossimo Nexus prenderà il nome di Nexus X, altro indizio che sembra portarci direttamente alla produzione di Motorola. Dunque, ben venga un cambio di rotta, almeno sulla denominazione deigli smartphone Nexus.

 

Scheda tecnica Nexus 6

Siamo ancora nell’ambito dei rumor, ma dopo la fuga di notizie dai laboratori di Antutu, i benchmark trapelati sono stati confermati da altre voci di corridoio, che rivelano alcune caratteristiche tecniche di quello che, affettuosamente, continueremo comunque a chiamare Nexus 6.

Il risultato sembra essere quello di un device top di gamma che tiene fortemente testa agli smartphone di fascia alta, come il Samsung Galaxy S5 e l’LG G3.

Di seguito, ecco i probabili connotati del Nexus 6, ma attendiamo comunque le conferme ufficiali con la dovuta cautela del caso:

  • Display da 5.2 pollici con risoluzione QHD da 2560 x 1440 pixel e densità 565 ppi
  • Processore quad core Qualcomm Snapdragon 805 da 2.7 Ghz
  • Scheda grafica Adreno 420
  • Memoria RAM da 3 GB
  • Memoria interna da 32 GB senza però possibilità di espansione in quanto non presente slot per microSD (come da tradizione Nexus)
  • Fotocamera posteriore da 12 megapixel capace di scattare foto a 4160 x 3120 pixel e di registrare video a 4K
  • Fotocamera anteriore da 2.1 megapixel
  • Connettività Wifi, Bluetooth, GPS, NFC
  • Lettore di impronte digitali
  • Certificazione IP67 che decreta il Nexus 6 un dispositivo immune alle infiltrazioni di polvere e in grado di restare in acqua per immersione temporanea
  • Sistema Operativo Android L 5.0

 

 Quando sarà ufficiale il Nexus 6?

Concept Nexus 6

Questa immagine è da intendersi a scopo puramente illustrativo

Lo scopriremo solo vivendo.  🙂  O meglio: con alte probabilità, il Nexus 6, anche conosciuto col nome in codice Shamu, sarà commercializzato verso la fine di ottobre o ai primi giorni di novembre, come ormai da tradizione consolidata (e profondamente studiata) da babbo Google, che ci prepara un bel regalino da posizionare sotto l’albero! Non dimentichiamo infatti che lo scorso anno il Nexus 5 è stato reso disponibile dal 31 ottobre senza tante moine e direttamente negli store online di Mountain View.

Quel che è certo è che insieme al Nexus 6 assisteremo finalmente alla presentazione definitiva delle potenzialità di Android L, che, come da tradizione Android, potrebbe prendere ancora un volta il nome di un dolce: Lemon Meringue Pie.

Se a tutto questo ambaradan di informazioni campate in aria aggiungiamo anche l’ipotesi di uno smartwatch con Android Wear creato direttamente da Google, da accoppiare al Nexus 6, allora al quadretto non manca proprio niente. Magari un simulatore di cacciabombardieri o il radar per le sfere del drago.  🙂

Che te ne pare di queste caratteristiche tecniche? Se il Nexus 6 (o Nexus X) fosse davvero confermato con queste specifiche, potrebbe essere canditato a diventare il tuo prossimo smartphone?

Maria Grazia
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Maria Grazia

Content editor, giornalista e blogger fondatrice di Tecnologia 360.
Sono esperta in comunicazione online e appassionata di tecnologia, per questo motivo trascorro gran parte delle mie giornate al pc per lavoro ma anche per svago, per leggere, per gingillare sui social network o per studiare le novità del settore.
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