Samsung Galaxy J Max: il dilemma del tablet-smartphone

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Avvistato: nella galassia coreana si aggira uno strano dispositivo in cerca di identità, Samsung Galaxy J Max è il phablet più grande di sempre con i suoi 7 pollici che lo rendono davvero un maxi device.

Samsung Galaxy J Max

Samsung ormai ci ha abituati da tempo alla sua abbondante produttività, sappiamo che con una frequenza che fino a qualche anno fa ci sembrava inimmaginabile sforna dispositivi a destra e manca, per essere sempre al passo con i tempi e proporre soluzioni che facciano davvero per tutte le esigenze e tutte le tasche.
Ma questa davvero non te l’aspetti: è stato presentato ufficialmente Samsung Galaxy J Max, uno smartphone dalle caratteristiche non certo di flagship, ma che sta destando scalpore nel mondo tecnologico per un piccolo grande dettaglio.

Su Tecnologia 360 scrivo spesso guide di carattere tecnico, che possano aiutare chi è alle prime armi con l’informatica o comunque chi non è pratico di tecnologia a muoversi tra novità sconosciute, ma sono anche solita parlare di novità dal settore di device mobili per tenerti aggiornato sulle chicche più succulente.
Questo articolo non rientra né nella prima e né nella seconda categoria, ma si tratta di uno di quegli argomenti che ti fanno dire “Eh???

Questa devo proprio raccontartela: Samsung ha da poco ufficializzato al pubblico il Samsung Galaxy J Max, un dispositivo dalle sembianze di un tablet, che però il brand coreano continua a classificare come smartphone.

La domanda che sorge spontanea è: perché?

Un tablet che si crede un telefono

Tablet vs smartphone

Ormai nella nostra mente di occidentali tecnologici abbiamo ben chiara la distinzione tra smartphone e tablet: non soltanto una differenza in dimensioni ma anche di funzionalità, che però con l’evolversi dei tempi confondono facilmente l’una con l’altra tipologia di device.

In principio era semplice distinguere uno smartphone da un tablet, le dimensioni erano molto diverse, ma poi da quando la stessa Samsung ha iniziato a propinarci i cosiddetti phablet – e a noi è piaciuto pure, nda – le carte si sono un po’ mischiate.
E quindi è stata necessaria una definizione vera e propria che riuscisse a farci capire di che dispositivo si stava parlando: uno smartphone resta un telefono cellulare con funzionalità avanzate che presenta un display in continua crescita che arriva a trasformarsi in phablet, ovvero un device dall’animo ibrido e dai pollici sempre maggiori.
Servono parametri: uno smartphone resta tale al di sotto dei 7 pollici, con phablet che possono arrivare ad avere grandezze che superano i 6, mentre un tablet è quella tavoletta digitale che come dimensioni parte dai 7 pollici per arrivare sempre più su, da 8, 9, 10, 12 pollici o addirittura con display extra large di 18 pollici.

Ok, stabilita la regola è molto più facile distinguere un tablet da uno smartphone, non trovi?
Soprattutto perché, con l’evolversi della tecnologia tascabile, anche i tablet hanno iniziato a presentare funzioni telefoniche: basta inserire una scheda sim nei modelli predisposti, ed ecco che è possibile effettuare telefonate anche con un tablet, così come faremmo normalmente con un qualsiasi cellulare!

E invece no, a confondere le acque è ancora una volta – manco a dirlo – la stessa, solita, burlona Samsung.
Succede che nel caldo Luglio 2016, la compagnia coreana decide di presentare un nuovo dispositivo dalle fattezze di tablet, ma etichettandolo come smartphone.
Un errore?
Ma anche no, Samsung è proprio convinta che si tratti di uno smartphone, ponendo l’accento più sull’animo di telefono che su quello di tablet, (in qualità di dispositivo a metà strada tra uno smartphone e il personal computer).

Ancora una volta la domanda è: perché Samsung fa questo?

Questione di… marketing

Di certo non si tratta di errori o di superficialità da parte del colosso che negli ultimi anni sta segnando la storia dei dispositivi mobili, e sono certa che in casa Samsung sappiano perfettamente cosa sia un tablet e cosa uno smartphone, tutto sta in una semplice questione di marketing.
Infatti, il nuovo Samsung Galaxy J Max è un phablet pensato per la distribuzione in India, un mercato completamente diverso dal nostro dove l’idea di un dispositivo che permetta di fare telefonate coniugato a un display ampio abbastanza per la fruizione di contenuti multimediali, avrà con alte probabilità un’accoglienza diversa da quella che potrebbe ottenere in Europa – e in particolare nel nostro Belpaese.

In un mercato emergente come quello indiano, infatti, l’idea di potersi portare a casa un dispositivo 2 in 1 potrebbe essere davvero allettante, e questo Samsung lo sa molto bene.
Spacciando il suo Samsung Galaxy J Max per smartphone, infatti, va a stuzzicare i desideri di quanti sono alla ricerca di un nuovo smartphone, ma con il risultato di avere comunque tra le mani un vero e proprio tablet in miniatura.

Un ibrido, un dispositivo che si focalizza sulla necessità telefonica, ma allo stesso tempo porta il vantaggio di un display ampio di 7 pollici.
Questione di marketing, certo, tutto sta nel modo in cui un prodotto arriva alla mente del consumatore, ecco quindi perché Samsung continua a classificare il Samsung Galaxy J Max come smartphone.

A questo punto, il dubbio rimane lecito: dove lo metti uno “smartphone” da 7 pollici?!

Scheda tecnica Samsung Galaxy J Max

Samsung Galaxy J Max

Ma vediamo ora nel dettaglio cosa può offrire questo Samsung Galaxy J Max, scoprendo un dispositivo di fascia media con:

  • Display da 7 pollici TFT con risoluzione WXGA (1280 x 800 pixel) con densità da 216 ppi
  • Processore Quadcore Cortex-A7 con frequenza da 1.5 Ghz
  • GPU Mali400MP2
  • Memoria Ram da 1.5 GB
  • Memoria interna da 8 GB espandibile con microSD
  • Fotocamera posteriore da 8 megapixel con apertura focale F/1.9, autofocus, flash LED, HDR e panorama
  • Fotocamera frontale da 2 megapixel con diaframma F/2.2
  • Connettività WiFi, Bluetooth 4.0, GPS
  • Supporto reti LTE
  • Dual sim
  • Batteria da 4000 mAh
  • Sistema Operativo Android 5.1 Lollipop

Sono certa che a questo punto della lettura la tua espressione sarà vagamente titubante, merito delle caratteristiche tecniche del Samsung Galaxy J Max dal gusto un po’ rétro per essere un dispositivo di metà 2016.
La caratteristica che balza all’occhio resta comunque il display da 7 pollici, e anche se i 4000 mAh della batteria possono sembrare un po’ troppo pochi, bisogna considerare che il display TFT non è di certo avido di risorse quanto un SuperAMOLED, e quindi potrebbero davvero essere più che sufficienti.
Buona la fotocamera con flash LED, e dotato della connettività necessaria a collegarsi in rete senza problemi con la velocità della connessione LTE, questo extra smartphone resta comunque fermo a un Lollipop 5.1

Dai render sembra proprio che manchi la capsula audio degli smartphone, ovvero quel componente fondamentale che ci permette di sentire chi sta dall’altra parte del telefono, ma Samsung sopperisce con la vendita di un auricolare ad hoc nella confezione di Galaxy J Max.
Del resto, hai idea di cosa significhi stare al telefono con una tavoletta all’orecchio da 186.9 x 108.8 x 8.7 millimetri?

Auricolare Galaxy J Max

Costo e distribuzione

Non ci è dato sapere semmai un giorno questo Samsung Galaxy J Max dovesse arrivare in Europa (dubito fortemente), essendo un dispositivo concepito proprio per il mercato indiano, ma il prezzo interessante di 13400 rupie, ovvero 180 euro al cambio, potrebbero far gola a qualche consumatore alla ricerca di un unico dispositivo che valga per due.

Restando nel campo delle ipotesi più pure, compreresti mai un dispositivo di questo tipo?
Cosa te ne pare del concept ibrido del Samsung Galaxy J Max?

Maria Grazia
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Maria Grazia

Content editor, giornalista e blogger fondatrice di Tecnologia 360.
Sono esperta in comunicazione online e appassionata di tecnologia, per questo motivo trascorro gran parte delle mie giornate al pc per lavoro ma anche per svago, per leggere, per gingillare sui social network o per studiare le novità del settore.
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